REALTÀ
VIRTUALE: ​
UN MERCATO
DA 120 MILIARDI
DI DOLLARI

L'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha definito la realtà virtuale “the next big thing” del mondo tecnologico. A dargli ragione è il successo delle sue applicazioni in diversi dispositivi tech, gli smartphone tra tutti. Il mercato di massa ha permesso alla nuova tecnologia di giungere a un vasto pubblico. Tuttavia, il più grande consumatore della realtà digitale è l’industria 4.0. Lo conferma un recente report realizzato da Klecha & Co., banca d’investimento privata internazionale specializzata nel tech advisory.

Investimenti record

Stando al report Klecha & Co., un numero sempre crescente di aziende ha incluso nel proprio budget spese inerenti alla realtà virtuale. Nel 2017 si sono registrati 281 investimenti in Virtual Reality (VR), per un valore record di 2,3 miliardi di dollari. E, riportano le previsioni, nel 2023 la spesa in realtà virtuale dovrebbe raggiungere i 160 miliardi di dollari. Di questi, 40 miliardi riguarderanno il mercato consumer. La spesa delle aziende, invece, ammonterà a 121 miliardi di dollari, che corrisponde a una spesa industriale in VR del +134%. Nel 2018, il 70% degli investimenti ha avuto luogo negli Stati Uniti e in Cina, che si confermeranno sede dei principali mercati per la realtà virtuale.


I benefici della realtà virtuale

I dati affermano che la spesa dell'industria in VR dovrebbe crescere, entro il 2023, di 30 volte rispetto al 2018. Ciò è dovuto all'elevato livello di sofisticazione raggiunto dai dispositivi di realtà virtuale, tali da essere in grado di apportare un valore aggiunto tangibile all’industria. La realtà virtuale sta rimodellando in positivo il modo in cui le organizzazioni operano. All'interno delle aziende prese in considerazione nel report Klecha & Co., l’utilizzo della realtà virtuale ha portato benefici quali aumento della produzione, riduzione delle inefficienze e trasformazione dei tradizionali modelli di business. Gli obiettivi più elevati sono stati raggiunti nell'utilizzo della realtà virtuale in ambito formazione. Grazie all'ausilio di tecnologie VR, i chirurghi sono oggi in grado di eseguire un intervento ad alto rischio in un ambiente virtuale realistico e gli ingegneri nucleari possono simulare situazioni impossibili da replicare nella vita reale.


I limiti della realtà virtuale

La realtà virtuale sarà il futuro della tecnologia, ma possiede ancora parecchi limiti. Il più evidente, ad oggi, riguarda la User Experience. In una recente indagine, il 27% dei fruitori di VR si è dichiarato non completamente soddisfatto dell’esperienza. L'insoddisfazione è dovuta principalmente alle necessità di disporre di una raffinata strumentazione per fruire appieno delle potenzialità della VR. Allo stesso modo, a livello aziendale la VR richiede l'implementazione del sistema, modelli 3D e hardware specifici. Da ciò deriva una frammentazione del mercato, diviso tra B2C e B2B. Secondo Stephane Klecha “la strategia giusta per le PMI sarebbe quella di concentrarsi su questo secondo segmento, dove sono necessarie conoscenze specifiche e competenze verticali elevate, e lasciare alle grandi imprese il settore B2C, dove sono fondamentali la riconoscibilità del marchio e la possibilità di investimenti consistenti per arrivare a un’adozione da parte del mercato di massa”.


La realtà virtuale nel mercato del lavoro

La crescita di investimenti industriali in realtà virtuale si affianca alla sempre maggior richiesta di Virtual Reality Specialist da parte delle aziende. Il Virtual Reality Specialist è una figura altamente ricercata e, tuttavia, problematica a trovarsi per via della multidisciplinarietà di cui dev’essere fornita.