Lo Statistico: evoluzione e nuove prospettive
23.07.2020

Lo Statistico: evoluzione e nuove prospettive

Tra le lauree STEM, quella in statistica gode sicuramente della maggiore duttilità. Nel 2018, il tasso di occupazione dei neolaureati è arrivato all’85% e ben il 69,1% di questi ha firmato da subito un contratto a tempo indeterminato. Dopo 5 anni dalla conclusione degli studi, quasi il 95% dei laureati trova occupazione. 

Possedere una laurea in statistica è dunque una garanzia in termini di occupazione. Se poi si considera il fattore retribuzione, che in media è pari a 1.703 euro netti al mese, la prospettiva di specializzarsi in statistica alletta, e non poco.

Dai centri di ricerca agli enti privati, passando per gli enti pubblici e le Università, le opportunità professionali per uno Statistico sono numerosissime. 

 

Lo Statistico in azienda 

Le possibilità di inserimento dello Statistico all'interno delle realtà aziendali sono tante, e ciò è dovuto principalmente a due fattori: la sua trasversalità e la sua capacità di gestire e trarre informazioni dai dati numerici.

Le aziende si differenziano per una molteplicità di elementi: ampiezza, tecnologia impiegata, forma giuridica, tipologia del prodotto, ma in tutte le organizzazioni le decisioni vengono assunte in base a calcoli statistici.  

Lo Statistico raccoglie, analizza e interpreta i dati numerici, per questo può agire all'interno dell'area di customer satisfaction e del controllo qualità, assumere ruoli di consulente, contribuire alla progettazione, gestione e aggiornamento dei database aziendali, operare nella logistica, contribuire all'analisi finanziaria, sviluppare analisi applicate alla gestione delle risorse umane e valutare in generale le performance aziendali

 

L’evoluzione della sua figura

L'evoluzione della figura dello Statistico è strettamente connessa al processo di digital transformation. Per non perdere il proprio vantaggio competitivo, tutti i settori produttivi stanno rimodulando i propri paradigmi, esattamente come la statistica sta riformulando se stessa, per integrarsi con altre discipline come l’informatica, l’ingegneria, l’economia, le scienze sociali e quelle bio-mediche

Non è un caso che negli ultimi anni i corsi universitari in ambito statistico siano stati oggetto di una profonda riforma. La formazione dello statistico è oggi costruita per fornire ai laureati specifiche competenze: data mining, pattern recognition, metodi di programmazione, tecniche d’analisi per informazioni complesse, nuovi metodi di campionamento, analisi delle scelte e delle preferenze, modelli e tecniche decisionali. 

La formulazione di nuovi profili professionali capaci di interagire con le altre figure del mondo scientifico e digitale è dunque uno dei principali obiettivi del mondo universitario odierno.