Smart working: intervista a Sara e Valentina di Techyon
23.09.2020

Smart working: intervista a Sara e Valentina di Techyon

Techyon ha scelto di adottare lo smart working fin dalla sua fondazione. In questa intervista, Valentina Alfarano, People & Organization Manager e Sara Mazzucato, Recruitment Engineer raccontano i benefici derivanti dall’adozione di un approccio flessibile in azienda.

 

Cos’è lo smart working e quali sono le principali differenze tra questo e il telelavoro?

Valentina: Lo smart working, o lavoro agile, è una nuova filosofia manageriale, un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda che si basa su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati. Fare smart working non vuol dire semplicemente "lavorare da casa".
Il telelavoro consiste perlopiù nello spostamento della sede di lavoro. Si tratta di una vera e propria forma contrattuale e non si fonda sui principi di flessibilità, autonomia e responsabilità che ispirano lo smart working.
Le due forme di remote working si differenziano soprattutto in termini di flessibilità e autonomia: nello smart working, luoghi e orari di lavoro sono scelti liberamente dal lavoratore, mentre con il telelavoro essi sono prestabiliti e rispecchiano lo stesso assetto organizzativo utilizzato nel luogo di lavoro.

 

Quali sono i vantaggi dello smart working?

Sara: Lo smart working ti permette di acquisire nuove skill per ciò che concerne l’organizzazione. Da remoto si impara a gestire il proprio tempo in modo ottimale e si ha effettivamente più tempo da dedicare ai propri hobby (o anche ai propri obiettivi lavorativi, se se ne avverte la necessità).

Valentina: Lo smart working mette al centro dell’organizzazione la persona, con lo scopo di far convergere i suoi obiettivi personali e professionali con quelli dell’azienda e aumentare la produttività. Tra i vantaggi si riscontra una riduzione dei tempi e dei costi di trasferimento, un miglioramento del work-life balance e un aumento della motivazione e della soddisfazione dei dipendenti.

 

Quanto incide lo smart working sulla produttività? 

Valentina: Da studi effettuati dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, si può stimare l’incremento di produttività per un lavoratore derivante dall’adozione di un modello “maturo” di smart working nell’ordine del 15%. I benefici ottenibili dall’introduzione dello smart working sono quindi notevoli e rilevanti e si possono misurare in termini di miglioramento della produttività e benessere per i dipendenti.

Sara: La mia produttività è aumentata, così come la mia capacità di gestire il mio tempo: a casa riesco a concentrarmi meglio, non ho particolari distrazioni e vengo interrotta di meno (non che in ufficio lo sia così tanto). Sicuramente, il contatto umano è molto importante, perciò preferisco alternare smart working a lavoro in ufficio. 

 

Come ha implementato Techyon lo smart working?  

Valentina: Techyon si è basata fin dalla sua fondazione sui quattro pilastri dello smart working. Partendo da una revisione della cultura organizzativa abbiamo trasmesso ai dipendenti il concetto che in Techyon si lavora per obiettivi e non per ore lavorate, andando ad instaurare un rapporto di fiducia con i nostri dipendenti e non di controllo. Abbiamo diffuso un modello manageriale basato su autonomia e responsabilità e trasmesso una cultura orientata ai risultati. Abbiamo reso gli uffici dei coworking e creato degli ambienti di lavoro più confortevoli possibili (benefit, sala relax, giochi da tavolo...), mirando a far diventare il concetto di “scrivania” sempre più virtuale.
Lavorando su tali leve, i vantaggi sono stati più che tangibili, misurabili in termini di miglioramento della produttività, ma anche di benessere dei nostri dipendenti.

 

In Techyon si può parlare di work-life integration?

Valentina: Assolutamente sì. Diffondendo una cultura aziendale basata sulla produttività e non sulle ore trascorse e responsabilizzando i nostri dipendenti, abbiamo diffuso in Techyon una mentalità che consente di parlare di interazione sinergica di tutti gli aspetti. Il lavoro è una parte naturale e integrante della vita di ogni persona e solo mettendoci ogni giorno passione e impegno si ottiene soddisfazione e integrazione tra vita e lavoro.

 

Quali abilità deve possedere uno smart worker?

Sara: Lo smart worker deve sempre avere ben presente l’obiettivo da raggiungere, a breve e lungo termine. Anche se a casa ci si concentra più facilmente, il rischio di distrarsi rimane elevato. L’organizzazione è la chiave per riuscire al meglio nel proprio lavoro da remoto, così come la comunicazione: bisogna mantenere un costante e un chiaro flusso di informazioni con i propri colleghi per non sentirsi isolati. Ovviamente, la comunicazione è fondamentale anche dal punto di vista del lavoro in sé: non si può collaborare senza parlarsi. Io, ad esempio, sento il mio team-leader tutte le volte che ne avverto la necessità. 

Valentina: Le abilità tipiche di uno smart worker sono mindset flessibile, fiducia lavorativa, ottima comunicazione verbale e non verbale, autonomia, adattabilità, organizzazione, propensione all’innovazione tecnologica e accettazione della tecnologia in tutti i suoi aspetti. Ovviamente, non possono mancare, curiosità, motivazione e capacità di fissare delle priorità.

 

Com’è composto il perfetto kit dello smart worker?  

Sara: In Techyon siamo tutti “digitali”! Non utilizziamo quasi mai carta e inchiostro. Secondo me, tra le cose necessarie, oltre al pc, al telefono e al mouse, c’è sicuramente una sedia comoda e, più in generale, una postazione dedicata, confortevole e adeguatamente illuminata.