Chi è e di cosa si occupa l’Analista Programmatore

26.07.2022
Chi è e di cosa si occupa l’Analista Programmatore

Analista Programmatore: chi è e quali sono i suoi principali compiti

L’Analista Programmatore si occupa principalmente di analizzare un problema informatico aziendale e di programmare le relative soluzioni.
Egli raccoglie richieste e necessità dell’azienda con cui collabora, analizza i processi IT e valuta la fattibilità delle modifiche o degli aggiornamenti richiesti1

Fra i suoi compiti possono rientrare, per esempio, sia l'analisi del dominio applicativo e delle specifiche dei software, sia la produzione di documenti o report utili durante le fasi di progettazione e sviluppo.
L’Analista Programmatore quindi definisce modelli e architetture dei processi di controllo dell’infrastruttura informatica ed evidenzia le specifiche tecniche che il prodotto ha o dovrebbe avere. Egli, inoltre, predispone il flow chart degli applicativi.

Successivamente alla fase di analisi, l’Analista Programmatore traduce i dati ottenuti in progetti funzionanti2,  partecipando in prima persona alla realizzazione del nuovo applicativo - tramite la scrittura del codice di programmazione - o della sua modifica - nel caso in cui fosse sufficiente aggiornare il software già in uso. 

Precisamente, nella fase di analisi, rientrano le seguenti attività:

  • Ascoltare e interpretare le richieste di miglioramento aziendale;
  • Analizzare i dati raccolti individuando gli applicativi da integrare e le eventuali modifiche da apportare alle soluzioni già in uso in azienda;
  • Valutare la fattibilità delle modifiche richieste ed eventualmente proporre soluzioni alternative;
  • Progettare gli applicativi o le loro modifiche, disegnando i processi di esecuzione e controllo dell’infrastruttura informatica e predisponendo una dettagliata documentazione a riguardo.

Nella fase di programmazione, invece, possiamo trovare i seguenti compiti:

  • Tradurre il progetto in un codice di programmazione;
  • Eseguire test sul nuovo applicativo o sugli aggiornamenti installati;
  • Risolvere eventuali problemi riscontrati in fase di collaudo;
  • Redigere la documentazione per la gestione e per la manutenzione degli applicativi.

Infine, l’Analista Programmatore garantisce la qualità dei risultati, l’adeguamento  del sistema rispetto i vincoli tecnologici e progettuali e che il prodotto realizzato sia allineato con gli obiettivi di business.

Principali skill dell’Analista Programmatore

Per diventare un Analista Programmatore è preferibile aver conseguito un diploma tecnico-scientifico o una laurea in Ingegneria Informatica, Ingegneria Elettronica, Informatica o discipline affini.
Considerata la dinamicità del settore IT, risulta importante per l’Analista Programmatore essere continuamente aggiornato sui trend di settore.

Tra le competenze tecniche che l’Analista Programmatore può possedere, vi sono:

  • Abilità nella progettazione orientata agli oggetti;
  • Conoscenza dei più utilizzati linguaggi di programmazione (C#, Java, .NET…);
  • Conoscenza dei più utilizzati tool di sviluppo;
  • Conoscenza dei più comuni ambienti di sviluppo integrato, fra i quali vi sono per esempio NetBeans, Eclipse e Microsoft Visual Studio;
  • Conoscenza di elementi di networking e Cyber Security;
  • Conoscenza dei principi di testing;
  • Conoscenza di tecnologie Cloud;
  • Conoscenza della lingua inglese.

Tra le soft skill che solitamente un Analista Programmatore possiede, invece, ricordiamo le seguenti:

  • Capacità di analisi e pensiero critico;
  • Capacità di ascolto e interpretazione delle necessità;
  • Doti organizzative;
  • Doti comunicative;
  • Propensione al lavoro in team;
  • Problem solving;
  • Flessibilità.
 

Fonti

1. Analista Programmatore, Analista Programmatrice, atlantedelleprofessioni.it
2. Diventare Analista Programmatore, informagiovani-italia.com

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