Knowledge Manager: cosa fa e quali sono le sue competenze

11.12.2020

Il knowledge management è la gestione del sapere in azienda. A capo della funzione, il Knowledge Manager, con le sue particolari responsabilità e competenze.

Knowledge Manager: cosa fa e quali sono le sue competenze

Cos’è il knowledge management

Con la rivoluzione digitale in atto, la gestione della conoscenza organizzativa, o knowledge management, assume una connotazione moderna e si avvale sempre più di strumenti tecnologici. Il patrimonio conoscitivo aziendale ha un valore estremamente importante: esso incide sui processi aziendali, sulla produttività e di conseguenza sulla performance dell’azienda nel mercato in cui opera.

Per knowledge management si intende proprio la gestione, quindi la catalogazione, la conservazione e l’aggiornamento delle procedure, dei documenti, dei dati e delle metriche, ma anche delle pratiche, delle conoscenze tecniche e delle best practice acquisite fino a un preciso momento storico per studiare le performance del passato e influire positivamente sulle attività e sui progetti del futuro.

Knowledge management significa anche corretta condivisione del patrimonio informativo a livello aziendale al fine di ottenere un impatto positivo sul business aziendale, e ciò avviene sempre più spesso attraverso l’uso di appositi software, applicazioni e piattaforme online. 

In generale, l’Information Technology supporta le organizzazioni in tutte le fasi del ciclo di trasmissione del sapere:

  • Creazione della conoscenza.
  • Organizzazione e catalogazione delle informazioni.
  • Networking o distribuzione del sapere.
  • Accesso alle informazioni e recupero.
 

Knowledge Manager: di cosa si occupa

Il ruolo del Knowledge Manager in azienda è un ruolo di governance: egli si occupa di identificare, raccogliere, sintetizzare, organizzare e amministrare le informazioni raccolte e le prassi acquisite dall'organizzazione di riferimento affinché siano di supporto alle varie unità organizzative. Egli sviluppa tecniche e procedure per organizzare, localizzare e consentire l'accesso alle conoscenze e alle competenze aziendali, rimane in contatto con i vari reparti aziendali e lavora a stretto contatto con le principali parti interessate per allineare strategia e visione.

A differenza di ciò che può sembrare, le maggiori difficoltà che un Knowledge Manager deve affrontare non riguardano i primi step del ciclo di trasmissione del sapere, bensì gli ultimi due: il Networking e la garanzia di Accesso alle informazioni. In ogni caso, il giusto metodo di implementazione del ciclo di trasmissione può fare la differenza: agire su una corretta organizzazione del sapere renderà le fasi successive molto più lineari. 

 

Le sue principali responsabilità 

Molto spesso, le funzioni di un Knowledge Manager variano in base al mercato di riferimento e all’azienda in cui è inserito. In generale, le sue principali responsabilità possono essere riassunte in alcuni punti:

  • Definire la strategia di gestione della conoscenza.
  • Stilare le best practice per l’utilizzo delle informazioni.
  • Collaborare alla stesura delle policy di condivisione delle informazioni in totale sicurezza per l’azienda. 
  • Individuare i migliori strumenti IT per la conservazione e la trasmissione dei dati e delle informazioni. 
  • Valutare periodicamente l'impatto sul business della strategia di gestione della conoscenza implementata.
  • Integrare la base di conoscenza con nuove informazioni. 
  • Individuare, tracciare e informare i vari reparti aziendali sui possibili effetti che vanno oltre gli standard già definiti.
  • Collaborare con l’area delle Risorse Umane
  • Collaborare efficacemente con i team di assistenza, di formatori e di sviluppatori al fine di gestire al meglio il cambiamento.
  • Individuare e catalogare case history, per facilitare i processi e la gestione di imprevisti.
  • Individuare le conoscenze tacite e le informazioni destrutturate.
  • Semplificare la gestione documentale.
  • Monitorare il livello in azienda di soddisfazione ed engagement.

Se la conoscenza deve essere organizzata, la sua verifica deve essere sempre possibile, ecco perché un Knowledge Manager deve sempre avere ben presente cosa l'organizzazione conosce e cosa vuole conoscere, chi ha bisogno di sapere cosa e chi è il depositario di determinate conoscenze. 

 

Knowledge Manager: principali competenze 

Per via della funzione trasversale che lo identifica, non esiste un unico percorso formativo da concludere per intraprendere la carriera da Knowledge Manager. Molti professionisti provengono dal mondo dell’informatica, altri dal campo delle risorse umane, dell’economia e della comunicazione. 

Tra le sue principali competenze ritroviamo:

  • Conoscenza approfondita dei principali modelli di knowledge management.
  • Conoscenza dei principali modelli di project management.
  • Flessibilità e capacità di adattamento, per poter rispondere in modo efficace al cambiamento.
  • Capacità di comunicare e di instaurare relazioni con i membri dei vari team in azienda.
  • Conoscenza dei sistemi operativi più diffusi (OSX, Windows, Linux) e familiarità con il terminale. 
  • Competenza con i vari programmi di aggregazione (Feedreader o Sharpreader per Windows, Sage plug-ins per FireFox, Straw per Linux, Netnewswire Lite per Mac OSX).
  • Esperienza con i sistemi di versioning (come GIT).
  • Conoscenza dei principali CMS (Content Management System).
  • Esperienza con le più diffuse e-learning platform.
  • Pensiero critico e analitico.
  • Conoscenza di base in materia di GDPR e privacy.
  • Attenzione ai dettagli.
  • Conoscenza della metodologia agile.

Benvenuto.